Legge di stabilità 2016, ecco alcune anticipazioni

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Tra i 27 e i 30 miliardi. È questo il valore della Legge di stabilità 2016, che con il varo del testo da parte del Consiglio dei Ministri ha cominciato il suo iter e passerà ora al vaglio delle Camere.

La cifra “balla” per uno 0,2% di flessibilità che l’Europa potrebbe concedere all’Italia, riconoscendo come “evento eccezionale” l’ondata di migranti che sbarca sulle nostre coste a causa, in particolare, delle crisi in Libia e Siria. Vediamo nel dettaglio i provvedimenti previsti:

Tasse sulla CASA
Come ampiamente annunciato negli ultimi mesi, si abolisce nuovamente la tassazione sulla prima casa. Smetteranno di pagare l’Imu anche le residenze di lusso e le grandi ville, uniche classi di abitazioni che vi erano sottoposte. Abolita, per tutti, anche la Tasi, che attualmente non viene pagata solo se le detrazioni previste dal comune di residenza la azzerano.

Agevolazioni alle imprese
Le aziende potranno ammortizzare al 140% del loro valore d’acquisto i macchinari introdotti in bilancio a partire dal 15 ottobre del 2015.  Si tratta di una misura che anticipa quella più sostanziosa del taglio all’Ires,  che dal 2017 passerà dal 27,5 al 24 per cento.  Proprio su questo punto “balla” la flessibilità che Bruxelles potrebbe concedere. In tal caso la misura potrebbe essere anticipata al 2016.
Part time
Una delle ultime novità dell’ultim’ora è stata la facilitazione del part time per chi abbia compiuto 63 anni. Un avvio “dolce” verso la pensione, che prevede il versamento in busta paga della contribuzione da parte del datore di lavoro. I contributi mancanti alla pensione, invece, verranno pagati figurativamente dallo Stato e per un ammontare pari a quello di un rapporto di lavoro a tempo pieno. Ciò significa che l’assegno della pensione non subirà decurtamenti. Niente flessibilità in uscita, invece, per il momento. Anche se per quello il governo promette “calcoli esatti” entro i primi mesi del 2016.

De-contribuzione 2016
Sul fronte del lavoro, viene confermata la decontribuzione per i neoassunti, ma sarà limitata al 40% dell’ammontare da versare agli enti di previdenza. In manovra ci sono anche 500 milioni per la contrattazione di secondo livello e 300 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Per quanto concerne gli autonomi, invece, previsto un innalzamento delle soglie dei ricavi per chi ricorre al regime forfettario. Inoltre si attende un collegato che il premier Renzi ha definito un “jobs act” dedicato alla categoria.

Canone RAI  in bolletta
Confermate due misure di cui si è molto discusso alla vigilia del provvedimento. Una è l’inserimento in bolletta del canone Rai, che scenderà a 100 euro nel 2016 e a 95 nel 2017. L’altra è l’innalzamento ai limiti dell’uso del contante negli acquisti. Si passa da 1.000 a 3.000 euro.

Clausola di salvaguardia
Azzerate le clausole di salvaguardia che avrebbero fatto scattare aumenti dell’Iva e delle accise.   Atteso nel 2016 un gettito da 2 miliardi dalla “voluntary disclosure”, misura per far emergere capitali detenuti illegalmente all’estero. Secondo quanto sostiene il governo, la misura non sarà estesa.

Spending  review
Il ddl stabilità arriva in parlamento con tagli da 5 miliardi dalla spending review, tra sforbiciate ai ministeri, centralizzazione degli acquisti e mancato incremento per 2 miliardi del fondo per la salute.  Si vedrà se uscirà dalle camere con queste e altre cifre inalterate.

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